AI Act: se usi l’intelligenza artificiale in azienda, un obbligo ce l’hai già
Non riguarda solo chi sviluppa software. Basta usare un assistente come ChatGPT per rientrare nell’obbligo di formare il personale, in vigore dal febbraio 2025.
Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale — il Regolamento (UE) 2024/1689, che tutti chiamano AI Act — viene raccontato come una cosa per chi sviluppa software. Non é cosí. Distingue fra chi i sistemi li fornisce e chi li usa nella propria attivitá, e la seconda categoria comprende praticamente chiunque abbia dato ChatGPT in mano a qualcuno in ufficio.
L’obbligo che é giá in vigore
L’articolo 4 riguarda l’alfabetizzazione in materia di intelligenza artificiale e si applica dal 2 febbraio 2025. Chiede a chi fornisce e a chi utilizza sistemi di IA di adottare misure perché il personale che li usa abbia un livello sufficiente di competenza.
Non é una raccomandazione ed é giá efficace. Non prescrive peró un numero di ore, un programma fisso o una certificazione obbligatoria: chiede qualcosa di proporzionato al livello tecnico delle persone, al contesto e al rischio degli strumenti che si usano.
Per un’azienda di quindici persone che usa un assistente per scrivere email e riassumere documenti, questo significa poche ore ben fatte e qualcosa di scritto. Non un progetto.
Cosa é cambiato il 2 agosto 2026
Da questo mese sono applicabili gli obblighi di trasparenza. L’idea di fondo é semplice: le persone devono poter capire quando stanno parlando con una macchina o guardando un contenuto generato. In concreto riguardano
- i chatbot e gli assistenti virtuali, che devono rendere chiaro di non essere una persona;
- i contenuti generati — testi, immagini, audio, video — che vanno marcati o dichiarati;
- i contenuti che imitano persone reali;
- i sistemi di riconoscimento delle emozioni o di categorizzazione biometrica.
Va detto anche il resto: con il pacchetto di semplificazione noto come Digital Omnibus l’Unione ha rinviato le parti piú pesanti, quelle sui sistemi ad alto rischio, con date che si spostano al dicembre 2027 e all’agosto 2028 a seconda della categoria. Gli obblighi di trasparenza, invece, sono rimasti dov’erano.
Cosa significa per un’azienda normale
Se usi strumenti di IA per lavorare, quattro cose ti mettono in una posizione ragionevole:
- Sapere cosa si usa in azienda. Un elenco degli strumenti e di chi li usa per cosa. Quasi sempre é piú lungo di quanto ci si aspetti, perché le persone hanno cominciato per conto loro.
- Una regola d’uso scritta, anche di una pagina: cosa si puó dare in pasto a questi strumenti e cosa no. Il punto delicato sono i dati dei clienti e del personale.
- Formazione proporzionata, con una traccia di averla fatta: chi, quando, su cosa.
- Dichiarare quello che va dichiarato: se metti un assistente automatico sul sito o sui social, deve essere chiaro che non c’é una persona dall’altra parte.
Il consiglio pratico
Il rischio vero, per un’azienda piccola, non é la sanzione europea: é avere persone che usano strumenti potenti senza sapere dove finiscono i dati che ci mettono dentro. L’obbligo di formazione, letto senza fastidio, é l’occasione per mettere ordine in una cosa che sta giá succedendo nei corridoi.
Se vuoi partire dall’elenco di cosa si usa davvero da te — che é sempre il primo passo e sempre il piú istruttivo — scrivici.