Il Wi-Fi dell’ufficio va a scatti: quasi mai è colpa della linea
La videochiamata si blocca, il gestionale si pianta, e la prima cosa che si fa e chiamare l’operatore. Nella maggior parte dei casi il problema e dentro l’ufficio.
Il copione é sempre lo stesso. La riunione online si impalla, qualcuno dice che «va via internet», si chiama l’operatore, che fa una verifica e risponde che la linea é a posto. E infatti quasi sempre lo é.
Il collo di bottiglia, nella grande maggioranza degli uffici che vediamo, sta nei dieci metri fra la presa e il computer. Ecco le cause reali, in ordine di quanto spesso le troviamo.
1. Un solo apparato per tutto l’ufficio
Il modem-router dell’operatore é pensato per un appartamento. Lo si mette dove entra la linea — spesso in un angolo, magari dentro un armadio metallico — e gli si chiede di coprire quattrocento metri quadri con muri portanti in mezzo.
Il segnale, a due stanze di distanza, c’é ancora: il telefono segna una tacca o due. Ma un segnale debole non é solo lento, é instabile, e l’instabilitá é quello che manda in crisi una videochiamata o un gestionale che lavora sul server.
2. Troppi dispositivi sullo stesso canale
Il Wi-Fi non é un tubo che si divide: é una stanza in cui parla uno alla volta. Piú dispositivi ci sono, piú ognuno aspetta il proprio turno. E i dispositivi oggi non sono i computer: sono i telefoni di tutti, gli orologi, le stampanti, le telecamere, i termostati.
In un ufficio da otto persone contiamo abitualmente fra i quaranta e i sessanta apparecchi collegati. Quasi nessuno lo sa, e quasi nessuno ne ha bisogno.
Aggiungi il Wi-Fi del vicino, che usa gli stessi canali, e nella banda a 2,4 GHz la sovrapposizione diventa il problema principale.
3. Tutto sulla banda sbagliata
Quasi tutti gli apparati moderni trasmettono su due bande. Quella a 2,4 GHz va lontano ma é lenta e affollata; quella a 5 GHz é molto piú veloce e pulita, ma attraversa peggio i muri. Se i dispositivi restano attaccati alla banda lenta anche quando sono a tre metri dall’apparato — e succede spessissimo — si lavora al rallentatore senza motivo.
4. Il cavo che non c’é
La soluzione meno affascinante e piú efficace: le postazioni fisse vanno collegate col cavo. Un computer che sta sempre sulla stessa scrivania non ha nessun motivo di occupare spazio sul Wi-Fi. Ogni postazione che togli dal Wi-Fi migliora la vita di chi resta, soprattutto di chi si muove con il portatile.
Come si capisce dove sta il problema
Prima di comprare qualsiasi cosa, serve una misura. Quello che facciamo é una rilevazione della copertura sulla pianta dell’ufficio: si cammina per le stanze misurando il segnale reale, e ne esce una mappa che mostra dove il Wi-Fi é buono, dove é solo apparente e dove non c’é.
Quasi sempre la mappa spiega da sola i sintomi: la sala riunioni in fondo al corridoio, il magazzino oltre il muro, la scrivania dietro l’armadio metallico. E indica anche quanti apparati servono e dove vanno messi, che é l’unica domanda che conta, perché comprare l’apparato piú potente e metterlo nel posto sbagliato non risolve niente.
Cosa aspettarsi dopo
Una rete sistemata bene non si nota: le videochiamate reggono, il gestionale non si pianta quando ci si sposta in sala riunioni, e nessuno dice piú «va via internet». Non é un intervento appariscente, ma é uno di quelli che le persone che ci lavorano notano il primo giorno.
Se ti riconosci nei sintomi, scrivici: la rilevazione si fa in mezza giornata e ti resta la mappa, anche se poi decidi di non fare niente.